Una scelta precisa, la nostra: quella di abbracciare il filone dei vini naturali e artigianali, per proporre anche vini diversi, fuori dagli schemi, con la ferma volontà di accendere un riflettore su un concetto che riteniamo importante: quello di offrire ai nostri ospiti una carta vini che non sia solo un elenco, ma raccolga storie, prima di prodotti. Storie che raccontano di fatica, di piccoli viticoltori che lavorano la terra, coltivano le uve e producono il proprio vino. E lo fanno su piccoli appezzamenti, spesso “faticosi” e ubicati in zone particolari. Vigneti antichi e vitigni storici, ormai abbandonati dalla viticoltura convenzionale. Vini che puntano alla convivialità, all’assaggio informale.
Vini che ben si legano a ciò con cui abbiamo voluto caratterizzare O.M.B.R.A.: un luogo che vuole essere prima di tutto ospitale, che regala spensieratezza e convivialità.
Abbiamo quindi voluto scegliere tre vini della nostra carta attuale e farne piccolo racconto virtuale. Vini naturali perfetti per questo periodo di festa, da gustare al locale, ma anche da portare a casa tua o da regalare a chi vuoi: non una bottiglia di vino, ma un concentrato di passione, fatica, storia ed emozione… in soli 0,75 l.
Barbera d’Alba DOC superiore “Bricco Gatti” di Hilberg Pasquero
Un vino rosso, o meglio, una Barbera, prodotta nel territorio a nord di Alba (Cn); un vino intenso e profondo che fa un affinamento in legno. All’assaggio si caratterizza per le note secondarie di frutta rossa, che caratterizzano il vitigno, ma anche si va nei terziari, con una nota delicata di vaniglia che nasce grazie al suo contatto con il legno, ma senza esagerare. Un vino dal medio corpo e dalla grande struttura, fresco e persistente. Grintoso come solo la Barbera sa essere, elegante, per una bevuta di grande piacevolezza. Un vino autentico, preciso, pulito.

Halarà
Un vino che nasce da uve coltivate in un terreno argilloso, scomodo e in forte pendenza, ma anche da un vitigno che in pochi vinificano (forse quasi nessuno): il Parpato, un raro e antico vitigno della Sicilia occidentale. Halarà in greco significa “prendila con calma”, che potrebbe essere anche il nostro take it easy. Un vino nato dalla condivisione e dall’amicizia, un vino dalla produzione estremamente limitata, nato dall’unione di intenti di 6 viticoltori: Nino Barraco, Stefano Amerighi, Francesco De Franco, Corrado Dottori, Francesco Ferreri e Giovanni Scarfone. Una produzione, quella di questi 2 ha di vigneto (in cui c’è anche del Catarratto) caratterizzato dalle basse rese e una vinificazione poco interventista, che ricorre ai soli travasi per governare l’evoluzione del vino. Fermentazioni spontanee affidate ai lieviti indigeni, senza filtrazioni, senza chiarifiche, senza solfiti aggiunti.
Bianco d’Alessano Puglia IGP di Pietracavallo
Un orange wine prodotto con uve coltivate a spalliera appartenenti a questo vitigno pugliese antico: il Bianco d’Alessano. Un vitigno che è stato recuperato dall’azienda e che con questo vino è rappresentato in totale purezza, dopo una breve macerazione sulle sue bucce a garanzia di migliore longevità. Dopo la raccolta manuale e la macerazione, il mosto d’uva viene spremuto con un torchio antico e, infine, lasciato a fermentare in acciaio in modo libero, senza lieviti aggiunti. Un vino fresco, facile da bere, dall’aroma che ricorda gli agrumi del sud Italia: una carezza per il cuore, in questo periodo umido e freddo.

Tutti i vini (e molti altri), li trovi a O.M.B.R.A. in via Broseta a Bergamo.