L’Alsazia, una terra che si trova a ovest del fiume Reno, al confine con la Germania. Qui la coltivazione della vite disegna il paesaggio collinare che si erge dalla grande pianura. Una zona di grandi vini, prodotti con uve che crescono su differenti tipologie di suolo: graniti, calcari, arenarie, argille, marne, scisti, terreni vulcanici e persino gessi. Questo rende questa zona conosciuta per le sue tante Cru: vini dal terroir riconoscibile e identitario.
E’ proprio in questo contesto che si inserisce il Domaine Sylvie Spielmann.
La sua azienda si trova a Bergheim, uno dei villaggi più affascinanti della Strada dei Vini d’Alsazia, circondato da colline, vigneti e da un paesaggio che racconta secoli di storia agricola. Qui la famiglia Spielmann possiede terreni legati a una particolarità geologica rara: la presenza del gesso, elemento che caratterizza profondamente i suoli e contribuisce a definire il carattere dei vini.
Sylvie ha raccolto il testimone di famiglia negli anni Novanta, dopo esperienze formative lontano dall’Alsazia. Da allora ha costruito un percorso personale, fondato sull’osservazione del vigneto e sulla convinzione che il vino debba essere prima di tutto espressione del luogo da cui nasce.

Tra i vigneti che coltiva spicca il Grand Cru Kanzlerberg, il più piccolo Grand Cru d’Alsazia, un terroir considerato unico per la presenza di marne gessose e fluorite. Sono terreni che regalano vini spesso riservati in gioventù, ma capaci di evolvere con straordinaria profondità nel tempo.
Fin dagli anni Novanta Sylvie Spielmann ha orientato il lavoro aziendale verso pratiche biologiche e successivamente biodinamiche, scegliendo una viticoltura rispettosa dei ritmi naturali e della vitalità del suolo. Un approccio che nasce dalla volontà di preservare l’identità dei vigneti e trasmetterla nel bicchiere.
Nei suoi vini si ritrova una personalità precisa: autenticità, eleganza e una forte vocazione gastronomica. Sono vini artigianali pensati per accompagnare la tavola e raccontarsi lentamente. Sylvie ama infatti collegare ogni vino al cibo, convinta che il loro significato più profondo emerga nell’incontro con la cucina, cosa che ha fatto anche durante la serata che le abbiamo dedicato. In assaggio, Ramène tes copains, frutto di un assemblaggio di vini bianchi alsaziani: imbottigliato in una speciale bottiglia da un litro, è il vino da condividere con gli amici. A seguire, due vini prodotti al 100% da vitigni simbolo della zona vinificati in modo separato: il Sylvaner e il Riesling. Infine il Cremant, un vino dalla bolla fine con cui abbiamo concluso in bellezza la degustazione.




L’Alsazia di Sylvie Spielmann. Un’Alsazia fatta di ricerca, di pazienza e di una profonda relazione con la terra. È il racconto di una donna che ha scelto di custodire un patrimonio geologico e culturale raro, trasformandolo ogni anno in vini che parlano il linguaggio del luogo da cui provengono.