Abbiamo deciso di organizzare una serata dedicata a due vitigni pugliesi: il Negroamaro e il Primitivo.
L’abbiamo fatto scegliendo una delle espressioni tra le più autentiche a disposizione, ovvero accogliendo la presenza del vignaiolo Francesco Marra e dei suoi vini.
Lo scorso venerdì Francesco ha accompagnato i nostri ospiti in una degustazione conviviale dei suoi vini, serviti in abbinamento a quattro piattini “pugliesi”, preparati appositamente per la serata.

Nel panorama del vino contemporaneo del Salento, il lavoro di Francesco Marra si distingue per una scelta radicale: togliere, semplificare, lasciare parlare la terra.
I suoi vini si definiscono “nudi”. Non è uno slogan, ma una dichiarazione di intenti.
La cantina nasce nel cuore del Salento, una lingua di terra stretta tra Ionio e Adriatico, dove il vino è parte della cultura quotidiana. Qui la vite cresce in condizioni dure: terreni poveri, ricchi di ferro e argilla, estati lunghe e siccitose: è proprio questa “sofferenza” della pianta a generare vini intensi, salini, profondamente legati al territorio.
L’azienda si estende su circa settanta ettari, con vigneti collocati nelle zone più vocate, affiancati da seminativi utilizzati per pratiche naturali come il sovescio. Una parte delle uve viene venduta, mentre una piccola parte trasformata in vino.
Alla base del progetto c’è un’idea chiara: fare vino rispettando la natura.
La vinificazione segue lo stesso principio di essenzialità: accompagnare il vino, non dominarlo.
Abbiamo assaggiato i due vitigni, Primitivo e Negroamaro, vinificati in rosa e in rosso, abbinati a quattro specialità: la focaccia pugliese, il panzerotto classico, le orecchiette alle cime di rapa e la bombetta.
Il Negroamaro rosato, così rotondo, facile da bere, ha preceduto il Primitivo rosato, con quella complessità aromatica a ricordare quasi la marasca sotto spirito. Poi il Negroamaro rosso con aromi che ricordano i frutti neri. Infine, il Primitivo rosso, dall’alta gradazione alcolica che all’assaggio non si percepisce, controllata dall’arresto volontario della fermentazione: questo ne determina una piacevole nota dolce data dal piccolo residuo zuccherino. Un vino d’impatto, che grazie a questa sua caratteristica riesce a regalare una piacevole carezza al palato.







Queste sono le nostre serate con il produttore: momenti in cui assaggiare con la mente e il cuore, ma senza formalismi, in leggerezza e in compagnia di chi vuoi tu.